taglio e cucito

Come vi anticipavo nel post precedente ho fatto una breve intervista alle realtà protagoniste del Fashion Revolution di Brescia. Spero vi appassionerete alle storie etiche e incredibilmente creative di queste super-donne come ho fatto io! 

FEDERICA SOFIA designer and shoemaker

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Di cosa ti occupi?

Progetto e realizzo scarpe su misura in cuoio e pelle di vitello italiani. Da un annetto circa ho aperto il mio negozio a Brescia, dove oltre alle scarpe si confezionano accessori in pelle e si effettuano riparazioni.

Che cosa è per te la moda etica?

A parer mio una moda etica è, o meglio dovrebbe essere, l’opposto di ciò che rappresenta oggi: un continuo produrre in esubero, alla ricerca spasmodica del nuovo. Una moda etica per essere tale deve deve incidere il meno possibile sul mondo che ci ospita, in direzione contraria al consumismo.

In che modo il tuo lavoro e il tuo prodotto hanno a che fare con la moda etica e sostenibile?

Ho deciso di imparare questo mestiere, tra gli altri motivi, perché credo fortemente che si debba tornare a prodotti che durino nel tempo, che non siano destinati a diventare un rifiuto nel giro di una stagione o due. Le scarpe fatte a mano su misura rappresentano una scelta etica da questo punto di vista, in quanto risuolandole, possono durare una vita intera (anche due). La mia attenzione si rivolge alla salute di chi le indosserà e all’ambiente, quindi niente tacchi a spillo e forme che costringono i piedi a posture innaturali; utilizzo materiali che provengono dal nostro territorio, senza disturbare animali esotici ed ecosistemi altrui.

Il Fashion Revolution Day ha lanciato il contest ‘Love Story’. Qual è l’abito di cui da sempre sei innamorata?

Personalmente non mi sono mai innamorata di un abito specifico. Da sempre sono affascinata dal mondo del workwear (abiti da lavoro), che coniuga praticità ed estetica.

Chi ha fatto i tuoi vestiti oggi?

In ordine sparso: io, EcoComa, Diesel e Indetail.

www.federicasofia.com

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FRANCESCA TEMPONI co-founder Fabrique Handmade

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Di cosa ti occupi?

Capi e accessori fatti a mano e corsi di cucito.

Che cosa è per te la moda etica?

Credo che la moda etica sia riflessione: un interrogarsi continuo a fare la cosa giusta, o, in una visione più realistica, la più giusta possibile.

In che modo il tuo lavoro e il tuo prodotto hanno a che fare con la moda etica e sostenibile?

Nelle materie prime, nei processi di produzione, ma, soprattutto, nella nostra visione dell’esperienza di acquisto: da Fabrique crediamo che l’acquisto debba essere un’esperienza familiare e consapevole.

Il Fashion Revolution Day ha lanciato il contest ‘Love Story’. Qual è l’abito di cui da sempre sei innamorata?

Il meraviglioso abito azzurro di Grace Kelly in “Caccia al Ladro”, lo vidi per la prima volta quando avevo più o meno otto anni. Era domenica pomeriggio, rubai un lenzuolo e cercai di riproporlo con un esito pessimo e dolcissimo che tengo ancora nell’armadio.

Chi ha fatto i tuoi vestiti oggi?

A dirti la verità sono ancora in pigiama, ma l’ho fatto comunque io! Ti lascio anche una risposta 4 di riserva, se vuoi una cosa seria: Pantalone svasato Fabrique, camicia Lazzari Store, cardigan e giacca vintage, del mitico negozio Cosmos.

www.fabrique-handmade.com

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CHIARA VALENTINI glass designer

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Di cosa ti occupi?

Lavoro il vetro, nello specifico progetto e realizzo oggetti e complementi d’arredo in vetro con la tecnica della vetrofusione piana. Ho uno studio/laboratorio a Brescia.

Che cosa è per te la moda etica?

Per me moda etica significa consapevolezza di ciò che si indossa e la capacità di scegliere capi in base alla provenienza, alla lavorazione e alla qualità delle materie prime selezionate. Prediligo le piccole produzioni di designer attenti alla sostenibilità ambientale , nel rispetto dei diritti e delle condizioni di lavoro delle manodopera impiegata.

In che modo il tuo lavoro e il tuo prodotto hanno a che fare con la moda etica e sostenibile?

Collaboro spesso con designer legati al campo della moda creando accessori in vetro ( bottini , spille , gioielli, et). Nel mio lavoro ho scelto per la lavorazione dei miei prodotti aziende attente all’ambiente e che tutelino la dignità dei lavoratori.

Il Fashion Revolution Day ha lanciato il contest ‘Love Story’. Qual è l’abito di cui da sempre sei innamorata?

Abito di cui sono innamorata: il Tutù in tutte le sue interpretazioni.

Chi ha fatto i tuoi vestiti oggi?

Abito Annamaria Valentino, scialle Ladylikeknitdesign!

www.chiara-valentini.it
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SAMANTHA SCHLOSS coutoure dresser

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Di cosa ti occupi?

Disegno e produco abiti concepiti per valorizzare la figura abbondante anziché nasconderla, trasformando quello che la moda addita a difetti in punti di forza valorizzando e rinforzando l’autostima della cliente, promuovendo una filosofia di vita.

Che cosa è per te la moda etica?

Qualcosa di attento al destinatario finale e frutto di un processo che sia equo e sostenibile nella totalità, con risvolti anche sociali e educativi come nel mio operato.

In che modo il tuo lavoro e il tuo prodotto hanno a che fare con la moda etica e sostenibile?

Creo personalmente gli abiti che propongo, ideati come strumento di emancipazione da canoni di bellezza impossibili imposti dalla moda tradizionale ufficiale. Etica nel mio operato di sarta stilista è soprattutto attenzione alla persona cui i miei capi sono destinati. Creare abiti fino alla 60 è parte del progetto di sensibilizzazione, propongo uno stile deciso, fuori dalla logica consumistica delle tendenze perchè credo che il guardaroba ideale debba essere composto da capi importanti, solidi, che durino diversi anni.

Il Fashion Revolution Day ha lanciato il contest ‘Love Story’. Qual è l’abito di cui da sempre sei innamorata?

Il cappotto a vestaglia, con cintura alta in vita, ampio a ruota intera con scollo a scialle.

Chi ha fatto i tuoi vestiti oggi?

Trame Di Storie, Ellesse, Ragno, Selmark.

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VALENTINA ROVETTA co-founder VittoriaB Couture

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Di cosa ti occupi?

Creo abiti su misura per occasioni speciali: che sia un evento, un matrimonio, una cerimonia oppure per ogni giorno! Insieme alla mia socia, seguo tutti i passaggi: dalla scelta del tessuto e dei colori, a quella del modello, fino alla realizzazione. Inoltre mi occupo di riorganizzare gli armadi di casa.

Che cosa è per te la moda etica?

La moda etica per me è consapevolezza: attenzione e sensibilità verso un approccio più sostenibile, saper guardare oltre l’ottica del consumismo, pensare a cosa indossiamo e a come è stato realizzato.

In che modo il tuo lavoro e il tuo prodotto hanno a che fare con la moda etica e sostenibile?

Tutti gli abiti che creo sono realizzati qui a Brescia con particolare attenzione alle materie prime e alla lavorazione. Per quanto riguarda il riordino dell’armadio, spesso cerco ripensare in modo creativo gli abiti scartati, per dar loro nuova vita e per non sprecare.

Il Fashion Revolution Day ha lanciato il contest ‘Love Story’. Qual è l’abito di cui da sempre sei innamorata?

Sono da sempre innamorata del tubino nero di Chanel!

Chi ha fatto i tuoi vestiti oggi?

Quasi sempre quello che indosso lo creo io, come in questo momento: una camicia con stampa orientale e pantaloni neri fluidi.

vittoriabcouture.com
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SIMONA FIENI co-founder Fair Made

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Di cosa ti occupi?

Mi occupo di Ethical Fashion. Il mio lavoro è cercare in giro prodotti di moda e accessori che abbiano una bella storia da indossare e da raccontare. FairMade nasce per dimostrare che è possibile vestirsi in modo etico senza spendere una fortuna. Da noi si trovano prodotti di hand made più estrosi ma anche prodotti basici intimo scarpe…in modo da poter creare un total look quotidiano etico.

Che cosa è per te la moda etica?

La moda etica è una moda che mette al centro la persona. Questa è la nostra visione. La persona che produce pagandola in modo sensato. La persona che indosserà evitando di proporre abiti che vestano solo stereotipi di donne ad esempio. Un prodotto che sia naturale per non impattare sulla salute di chi indossa ma anche di chi produce. Una ricerca dei materiali che danno meno problemi a livello globale cercando ad esempio alternative al cotone (che è una delle colture più inquinanti del pianeta). Insomma che pensi ad ogni passaggio in modo da andare incontro alle persone.

In che modo il tuo lavoro e il tuo prodotto hanno a che fare con la moda etica e sostenibile?

A noi non piace molto la parola moda. Uno dei nostri motti è Stile non moda. Perchè ogni donna deve interpretare il suo outfit secondo il suo umore il suo unico e personalissimo stile. Se un abito “impone” uno stile non sarà mai nostro.

Il Fashion Revolution Day ha lanciato il contest ‘Love Story’. Qual è l’abito di cui da sempre sei innamorata/o?

Non c’è un abito di cui sono da sempre innamorata…mi piace cambiare. Mi piace come dicevo prima che il mio look cambi a seconda del mio umore dell’atmosfera che respiro….mi innamoro di volta in volta di outfit diversi e li sperimento.

Chi ha fatto i tuoi vestiti oggi?

Oggi indosso un pantalone fatto da un marchio italiano di hand made un po’ estroso. Lo indosso con una maglia di cotone organico e bambù e righe fatta all’estero seguendo i dettami della produzione etica. La mia collana è fatta da donne del Kenya in un progetto FairTrade di Nairobi e le mie scarpe sono rigorosamente scarpe vegane a marchio FairMade.

PAOLA MININNO knitwear designer

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Di cosa ti occupi?

Sono una fashion designer laureata presso il Politecnico di Milano. Da tre anni porto avanti il mio progetto, Picalò, e produco in maniera artigianale capi in maglia utilizzando macchine di maglieria manuali. Rigorosamente handmade modello capi calati su antiche macchine di maglieria secondo i dettami della ‘vecchia scuola’. Seguo l’intero processo creativo, dal disegno del modello alla scelta dei filati, dalla produzione del capo fino alla sua confezione. Utilizzo macchine versatili, che mi permettono di utilizzare punti maglia classici o di svilupparne di nuovi, dai disegni jacquard a lavorazioni tridimensionali o traforate.

Che cosa è per te la moda etica?

Ti rispondo citando una frase di Simone Sbarbati, È nel momento in cui la sapienza artigianale s’intreccia col progetto, in cui l’innovazione sposa la tradizione che sta il “segreto del successo”. Quando l’artigiano recupera ma allo stesso tempo guarda avanti, riuscendo anche a raccontare al consumatore il valore dell’oggetto singolare che è dato dalla sua relazione col contesto, col territorio e col consumatore stesso, evocando ed acquistando valore emozionale, è allora che l’artigianalità diventa vera opportunità per il mercato. Sicuramente una moda lontana dal concetto di fast food. Una moda che invece sottolinei la qualità del progetto, delle materie prime e del prodotto stesso, che deve soddisfare i reali bisogni del consumatore.

In che modo il tuo lavoro e il tuo prodotto hanno a che fare con la moda etica e sostenibile?

L’idea che ha guidato da sempre il laboratorio è che la low technology possa suggerire nuovi spunti di creatività, che il recupero e la valorizzazione del patrimonio tecnologico e del saper fare tradizionale siano al centro della creazione. La passione e l’amore per la qualità dei materiali e del prodotto hanno guidato fin da subito il mio lavoro. Seleziono filati di qualità delle migliori aziende italiane, confeziono a mano ogni capo facendo combaciare meticolosamente maglia dopo maglia, rendendo unica ogni rifinitura ed ogni dettaglio. Ciò che vorrei trasmettere con il mio prodotto è un forte contenuto culturale, frutto dell’integrazione tra una tradizione secolare, un concept di prodotto design-oriented e i complessi strumenti della cultura. Vorrei che i miei manufatti raccontino di un patrimonio di saperi e abilità lontane e diano forma alla memoria di idee semplici e funzionali che si trasformano in oggetti di raffinata contemporaneità.

Il Fashion Revolution Day ha lanciato il contest ‘Love Story’. Qual è l’abito di cui da sempre sei innamorata?

Un maglione con un triangolo di Penrose sul davanti, il famoso triangolo impossibile. E’ stato il mio primo lavoro quando ho imparato a lavorare a macchina, una lunga lavorazione ad intarsio legata ad un memento che da sempre mi accompagna…che ci vuole PAZIENZA.

Chi ha fatto i tuoi vestiti oggi?

Naturalmente..io.

www.atelierpicalo.com

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BETTY THU TRINH NGUYEN dress maker

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Di cosa ti occupi?

Sono un’artigiana, con mio fratello Andrea e mia madre Kim realizzo i capi del mio brand Bettyconcept, ovvero il “mio concetto di vestito” e cerca di unire insieme bellezza e funzionalità. Il concept è un elogio alla diversità, all’unicità e alla personalità. I capi sono una personale reinterpretazione dell’origami. Ogni capo è tagliato e cucito singolarmente in Italia, ed ognuno è un pezzo unico. La maggior parte dei modelli è disponibile in un’unica taglia ed è stato progettato per adattarsi perfettamente a tutti. Non ha davanti o dietro, sotto o sopra ed è reversibile. Una giacca corta può essere un cappotto, un paio di pantaloni una maglia. Indossare un abito diventa un gioco, per essere diversi ogni giorno, ma sempre unici.

Che cosa è per te la moda etica?

La moda etica significa produrre un prodotto di qualità al giusto prezzo senza cedere alle leggi di mercato che ci impongono di risparmiare sulla manodopera e sui materiali per un maggior guadagno.

In che modo il tuo lavoro e il tuo prodotto hanno a che fare con la moda etica e sostenibile?

Il mio lavoro è etico in quanto seguiamo lo svilupparsi di ogni singola creazione in tutte le sue lavorazioni, nel nostro laboratorio a Brescia. La nostra filiera è corta, a km 0, ogni persona persona può venire a conoscenza del nostro fare e toccare l’artigianalità del nostro lavoro. La nostra missione è sensibilizzare le persone verso un consumo consapevole, quindi a porsi le domande chi produce cio’ che indosso?come? Con che materiali?

Il Fashion Revolution Day ha lanciato il contest ‘Love Story’. Qual è l’abito di cui da sempre sei innamorata/o?

Il cappotto in ogni sua declinazione, versatile, caldo ed è la prima cosa che noto quando vedo passeggiare una persona.

Chi ha fatto i tuoi vestiti oggi?

Mia mamma, da sempre.

www.bettyconcept.com
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CHIARA CORTESI ceramist

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Di cosa ti occupi?

Lavoro presso Progetto Tangram, spazio per le arti e l’artigianato : qui curo la comunicazione e mi occupo di ceramica, tenendo dei laboratori e sviluppando una mia produzione personale.

Che cosa è per te la moda etica?

Moda etica per me è prediligere qualità dei materiali, qualità del lavoro e del tempo impiegati per produrre un determinato capo; è inoltre sinonimo di sostegno alle piccole realtà artigiane che producono abbigliamento e accessori.

In che modo il tuo lavoro e il tuo prodotto hanno a che fare con la moda etica e sostenibile?

Non mi occupo molto di moda, realizzo solo alcuni piccoli gioielli. Nel mio lavoro più che altro disegno e creo oggetti per la casa e la tavola in ceramica, curandone tutti i processi, dalla modellazione alla decorazione. Non utilizzo colori tossici e cerco di riciclare il più possibile l’argilla di scarto. Chi sceglie di acquistare, per esempio, un mio piatto anziché un piatto Ikea acquista un prodotto unico, completamente fatto a mano, che sarà forse un po’ più delicato rispetto a quelli prodotti industrialmente ma saprà che deriva da un processo di produzione totalmente artigianale, con un impatto ambientale bassissimo.

Il Fashion Revolution Day ha lanciato il contest ‘Love Story’. Qual è l’abito di cui da sempre sei innamorata?

Mmmmh… A dire la verità non ho un abito preferito se vale anche per gli accessori, ho sempre desiderato avere una Falabella di Stella Mc Cartney , anche se ormai purtroppo é parecchio inflazionata.

Chi ha fatto i tuoi vestiti oggi?

Mi vergogno un po’ ma oggi sono vestita tutta Zara! #lapovertà

Se vuoi bariamo…

Se vuoi, si! Ho cose di Fabrique, della Betty Concept. Ma per lavorare non me le metto le cose belle! Aahaah!

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EMILY ROSSO dress maker

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Di cosa ti occupi?

Lumiere nasce lontano dal profondo ,è appunto la luce della mia vita ,la mia passione, il mio essere.. ho creato il mio piccolo atelier nel quale si incontra il fulcro, un esposizione di capi sempre nuovi ,frutto di un evolversi progressiva… infatti non esiste una collezione stagionale ma pezzi unici che nascono giorno dopo giorno con una stessa identità ma con una sperimentazione continua… inoltre hanno dei volumi particolari capaci di adattarsi ad una vasta gamma di fisicità…Ma se questo non dovesse accontentare si può studiare un outfit sulla persona in base all’esigenza.

Che cosa è per te la moda etica?

Moda etica è esser consapevoli di cio che si indossa ..dal materiale e della confezione .. consapevoli che per abbattere i costi non si sfruttano persone ma si eliminano passaggi industriali e commerciali ..moda etica è la voglia di ritornare alle origini alla ricerca della genuinità.. Il mio abito preferito da sempre é l’eleganza, il rigore ma allo stesso tempo il grintoso kimono .. sono molto legata all’asia sia come terra che come stile.. penso che la bellezza di determinati volumi siano immortali.

In che modo il tuo lavoro e il tuo prodotto hanno a che fare con la moda etica e sostenibile?

Penso che l’anima di un capo sia il materiale infatti i componenti sono di gran qualità..anche perché se si ha questo stile codesto capo si amerá per sempre ,non subisce moda ,è il tuo essere… perché questo sia possibile mi affido ad aziende certificate e garantite ..attente alla qualità,rispettose del benessere umano perché ciò che si indossi sia un piacere non una tortura.. e con gran orgoglio il consenso è notevole..lumiere usa filati naturali anche tecnici ma non chimici abolisce a gran voce le pellicce e qualsiasi pelle animale.

Il Fashion Revolution Day ha lanciato il contest ‘Love Story’. Qual è l’abito di cui da sempre sei innamorata?

Il Kimono.

Chi ha fatto i tuoi vestiti oggi?

In questo momento indosso una magliettona dei Ramones.

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LUCIA SANDRINI dress maker

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Di cosa ti occupi?

Progetto capi d’abbigliamento: InDetail è un brand indipendente italiano, ispirato a una femminilità autentica e consapevole.

Che cosa è per te la moda etica?

La moda etica è una moda sostenibile per l’ambiente e per le persone che la progettano, la producono e la vestono. E’ una moda che genera un ‘sano profitto’, volto a sostenere e incentivare l’equità sociale e il rispetto ambientale.

E’ coniugare tradizioni e nuove tecnologie.

E’ pensare al domani e non solo all’oggi.

E’ trasparenza della filiera e tracciabilità del prodotto.

E’ progettare con il buon senso.

E’ valorizzare il vero MADE IN ITALY.

In generale la moda etica è una forma di rispetto e di attenzione.

In che modo il tuo lavoro e il tuo prodotto hanno a che fare con la moda etica e sostenibile?

Per prima cosa ho sempre creduto nell’importanza del valore umano. InDetail non sono solo io ma sono tutte le persone e i professionisti che mi stanno aiutando a crescere: la modellista Elisabetta, i proprietari del laboratorio di confezione Riccardo e Vilma, le titolari dei negozi Chiara, Silvia, Manuela, Marisa e Flavia e tutti gli amici che mi sostengono sempre, e sono molti. E di questo ne sono grata. Seconda cosa propongo, oltre ai continuativi, pochi modelli per stagione. Non amo seguire le tendenze (che ahimè è diventata a sua volta una tendenza) ma da tempo porto avanti una mia personale ricerca dell’essenziale. Promuovo l’immagine di una donna vera e non stereotipata. Cerco sempre di migliorare,di mirare ad un prodotto durevole che combini estetica e vestibilità. E comunque sono sincera, di strada ne ho ancora da fare! In ultimo, ma non per importanza, cerco di tenermi sempre informata. Per esempio quest’anno mi sono regalata il corso OUT OF FASHION ovvero un corso di formazione focalizzato sulla moda consapevole, sulla produzione e scambio di saperi interdisciplinari tra giovani professionisti del settore e un team multiforme di esperti internazionali nel campo della moda, dell’arte, dell’etica, della produzione, della comunicazione e dell’economia. Ed è stato il regalo più bello che potessi farmi!

Il Fashion Revolution Day ha lanciato il contest ‘Love Story’. Qual è l’abito di cui da sempre sei innamorata?

Sino ad ora non mi sono mai innamorata di un abito specifico, adoro in generale il capospalla sia da progettare sia da vestire.

Chi ha fatto i tuoi vestiti oggi?

In questo istante indosso un total look InDetail: camicia asimmetrica e pantalone morbido. Sapendo bene le dinamiche del settore ho scelto da tempo di essere il più coerente possibile con ciò che penso così ho ridotto drasticamente i miei acquisti.

www.indetail.it

Se vuoi saperne di più leggi il post precedente qui.

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