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24-30 aprile: segnate in agenda le date, perché è la settimana della Fashion Revolution.

Brevi cenni storici. Il 24 Aprile 2013, 1133 persone sono morte e molte altre sono state ferite quando il complesso produttivo di Rana Plaza, a Dhaka, in Bangladesh, è crollato. A questa e alle altre forme di sfruttamento nel mondo della moda il movimento della Fashion Revolution dice ‘basta!’ e ci invita con una settimana, e un giorno in particolare il 29 aprile a riflettere su quello che indossiamo ponendoci una semplice e schietta domanda: Chi ha fatto quello che indossi? Dalle star alle fashion victim, dai brand fino a noi comuni mortali, knitter incluse: tutti mobilitati e pronti al selfie esibendo l’etichetta dei propri vestitie chiedendo ai brand #whomademyclothes? Sono tanti i modi per partecipare all’iniziativa.

Ladylike darà il suo contributo, con un evento di cui ora vi racconto di più e con una serie di interviste. Ho deciso di interpellare le protagoniste di questa giornata speciale sul tema della moda etica, e spero che questo vi e ci aiuti a riflettere – con il sorriso! – su quanto sia importante scegliere un abbigliamento consapevole, realizzato da professionisti locali, che hanno dedicato la loro vita e il loro talento nel portare avanti un’idea, un sogno, pensato con la propria testa e creato con le proprie mani, impiegando tempo nella ricerca dei materiali, nel concept del prodotto, nella comunicazione e promozione di se stessi, nella produzione di accessori e oggetti. Ma soprattutto in modo etico.
Ma veniamo all’evento. Anche noi di Brescia risponderemo alla chiamata della Fashion Revolution con un’idea nata e sviluppata dalla collaborazione tra lo showroom-laboratorio Fabrique Handmade e l’Ateneo della Moda ITS Machina Lonati. Nella prima fase, il 2 febbraio il concept Ethics & Aestethics è stato presentato agli studenti dell’ ITS. Cuore dell’evento il 29 marzo alle ore 17 presso la Sala Libretti del Giornale di Brescia di via Solferino 22, quando si terrà l’incontro interdisciplinare Contaminazioni: è ancora possibile parlare di etica oggi secondo il format dei Pecha Kucha (20 slide per 20 secondi per un totale di 6 minuti ogni relatore) (mercoledì 29 marzo ). Tra i relatori la Gaia Segattini designer e blogger nota anche come Vendetta UncinettaAngelo Ruggeri docente e ‎Fashion & Beauty contributor per Condé Nast Italia, Par.co. azienda che produce denim etico e sostenibile, Sara Chiodi presidente dell’associazione Jyothi Nilaya che realizza il progetto 7MilaMigliaLontano, Maurizio Bianchetti rappresentante della Fondazione Finanza Etica e molti altri. Ecco la locandina:

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Ed eccoci arrivati al giorno clou, il Fashion Revolution Day del 29 aprile. Laboratori, workshop, botteghe artigianali aperte per riscoprire il valore del Made in Italy e dell’Alto Artigianato. Questo è la parte che mi coinvolge direttamente e insieme ad altre realtà che in città si occupano di handmade, di prodotti di alto artigianato di moda e all’abbigliamento ma anche d’arredo. In questa giornata tutti i partecipanti apriranno le porte dei loro atelier al pubblico, con tantissime iniziative. Il 29 aprile anche il mio studio a Mo.Ca sarà aperto a tutti. Per chi volesse conoscere più da vicino il mondo Ladylike e della maglieria fatta a mano. Vi consiglio di venire a trovarmi nel pomeriggio per assistere a una giga-performance: li avete mai visti dei ferri degni di Gulliver? Passate per scoprire di cosa si tratta…!

Vi elenco tutti i partecipanti, così non li perdete: Francesca Temponi – Fabrique Handmade, Laura Baresi – Ladylike Knit Design, Chiara Cortesi – Co Chì, Chiara Valentini – Vetrofusione, Simona Fieni – Fair Made, Federica Sofia – Federica Sofia Handmade, Paola Mininno –  PicalòBetty Thu Trinh Nguyen Betty Concept, Emily Rosso – Lumière, Valentina Rovetta – Vittoria B Couture, Samanta Schloss – Samanta Curve

A loro ho rivolto le domande sulla moda etica, che pubblicherò nel blog nelle prossime settimane. La prima me la sono auto-scritta, così per provare…Buona lettura!

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Di cosa ti occupi?

Maglieria e intrecci fatti a mano come una volta ma con un twist contemporaneo sono il cuore del mio lavoro. Sono la nonna del futuro! Realizzo capi della mia collezione ma anche su misura e ordinazione.

Che cosa è per te la moda etica?

La moda etica è innanzitutto scegliere uno stile personale che sia unico e riconoscibile, che ti possa rappresentare e che ti faccia stare bene. C’è chi sente il bisogno di cambiare spesso, c’è chi una volta trovato il mood non lo abbandona più. Ma la moda etica è anche non fermarsi superficialmente al prodotto e andare a fondo, scavare e capire cosa c’è dietro, nella ricerca, nella produzione, nel confezionamento, nella filiera dall’inizio alla fine. Fate ricerca, on line o per strada, non soffermatevi sempre davanti alle stesse vetrine ma andate oltre, alzate gli occhi, girate quell’angolo in cui non andate mai, intraprendete nuove strade, vicoli, spesso li si rintanano i luoghi più interessanti, non fermatevi al visto/piaciuto/comprato!

In che modo il tuo lavoro e il tuo prodotto hanno a che fare con la moda etica e sostenibile?

Occupandomi di abbigliamento e accessori interamente fatti a mano, posso affermare di realizzare un prodotto completamente etico e sostenibile in quanto non si appoggia a nessun tipo di catena produttiva industriale. Realizzo personalmente ogni singolo capo della linea Ladylike. L’unica catena sono io. Do grande spazio e valore alla ricerca di filati di ottima qualità in modo che i miei prodotti possano durare a lungo nel tempo.

Il Fashion Revolution Day ha lanciato il contest ‘Love Story’. Qual’è l’abito di cui da sempre sei innamorata/o?

Non ho un abito di cui sono innamorata in particolare e che mi accompagna tipo coperta di Linus. Più che altro sento mio uno stile, ovvero quello di una moda comoda, sportiva alle volte un po’ maschile, prevalentemente dark con un tocco rock. Quindi nel mio look quotidiano non possono mancare un capo nero, un berretto, una scarpa bassa sportiva (ovviamente nera) e rossetto rosso fuoco (vietato uscire senza!).

Chi ha fatto i tuoi vestiti oggi?

Ve li elenco: calze: Antidoto45 – maglione e berretto: ladylike – pantalone a palazzo con fantasia afro disegnato da me e realizzato dalla mia sarta di fiducia!

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