Non ti filar di me: come fare un cuore con la ‘string art’

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Capita anche a voi di avere del legno che avanza? Mentre ve lo chiedo sto già ridendo da sola, immaginando le vostre facce. Ok, ricominciamo da capo.
Capita mai che vi avanzi del filato? Magari di uno dei vostri colori preferiti che proprio non volete buttare?
A me succede di continuo, (praticamente ogni giorno) e quindi cerco sempre modi nuovi e creativi per riutilizzare questi gomitolini spaiati che non posso usare per creare maglioni e berretti.
La tecnica che ho scelto questa volta si chiama String Art, ovvero l’arte di creare quadri originali utilizzando semplicemente chiodi e fili da ricamo o da maglia.
Questa tecnica (chiamata anche curve stitching), nasce alla fine del XIX secolo è stata inventata dall’inglese Mary Everest Bool che la impiegava per insegnare matematica ai bambini. Negli Anni 60 è diventata un’attività puramente decorativa, tanto da essere definita’ arte’. (altro…)

Vedo e prevedo, colori e filati per il 2017

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Uno dei grandi problemi di una vera knitter, che sia alle prime armi o un’esperta totale che in confronto l’enciclopedia universale della maglia le fa una pippa, è la scelta dei filati e soprattutto dei colori. Anche per quelle che si rimettono al lavoro dopo anni e recuperano il materiale sepolto in soffitta o dimenticato in cantina, la questione rimane la stessa: come lo abbino questo verdino salvia con il cappotto cammello che ho comprato ieri? E al giallo pastello che ho trovato in offerta, come faccio a dargli vita? Per rispondere a queste ed altre domande esistenziali, e visto che ormai chiunque ha stilato la classifica dei trend per il 2017, ho pensato di scrivere un post sui colori e i filati da tenere d’occhio nei prossimi mesi (e che ovviamente mi piacciono!) (altro…)

#PussyHat, un berretto rosa contro Trump

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Berretto rosa e ferri tra i denti: me le immagino così la Katy (Perry) e la Scarlett (Johansson) all’Anti Trump March del 21 gennaio a Washington, il giorno dopo l’insediamento di The Donald alla Casa Bianca. Una fiumana rosa di 200.000 persone, tutte con in testa morbide orecchie da gatto sfileranno per ricordare al Presidente USA che non importa se hai vinto le elezioni: nel 2017 se sei misogino, hai perso. (altro…)

2017 l’anno della maglia

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Quest’anno ho deciso di scrivere anch’io con voi i miei buoni propositi per i prossimi dodici mesi. Ci ho pensato qualche giorno fa, in una delle tante mattine di coda in posta a spedire i vostri ordini Ladylike. E siccome non è mai troppo tardi, eccomi qua, tazza di caffè alla mano e una pagina bianca davanti.

Un pensiero dopo l’altro, mi sono resa conto che più che un elenco di cosa vorrei/dovrei fare, questo post stava diventando un elenco di consigli di sopravvivenza alle piccole sfighe quotidiane per restare sereni il più a lungo possibile durante la giornata. Una lista dei miei 5 piccoli personalissimi stratagemmi per trasformare in dritto quello che va a rovescio, come nell’ABC del lavoro a maglia. Per questo anche se il calendario cinese dice che il 2017 sarà l’anno del Gallo, per me questo è ufficialmente l’Anno della Maglia. Ecco quindi le 5 sfighe con i 5 antidoti.
(altro…)

Voce del verbo ric-AMARE

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”C’è bisogno d’amore sai zio” cantava Zucchero nel 1989 nella sua Overdose d’amore. Io faccio la mia parte, e cerco di dirlo a modo mio, ricamandomelo addossoLove, life, free e easy: in queste quattro parole, ciascuna composta da quattro lettere, è racchiusa la mia idea sull’amore.

LOVE: l’amore, quello vero, si prova poche volte nella vita e quando arriva ti travolge con un fiume in piena…o come un pugno in faccia!
LIFE: l’amore è vita, la tua, quella della persona che scegli di avere accanto e quella che un giorno, forse, potrà arrivare
FREE: se non c’è libertà non c’è amore
EASY: semplice, immediato, istantaneo, senza sotterfugi, piani, macchinazioni, questo per me è l’amore. Sennò che gusto c’è?

Ma veniamo ai ricami. L’idea arriva come sempre dalla voglia di usare una tecnica antica come il ricamo e applicarla a un’idea nuova e divertente, usando ad esempio colori fluo e filati di vario tipo. Le mie parole sull’amore sono ricamate sul petto pronte a essere rivelate a tutti come una dichiarazione forte e chiara. Da qui nasce anche il progetto dei ricami per Faustdrang, una linea di maglieria legata alla tradizione italiana ma molto attenta alla ricerca. Un brand dal segno contemporaneo e amico dell’ambiente, nato a Brescia nel 2000 con alle spalle una lunga esperienza nel settore tessile e una grande passione per la moda e il design. Se volete toccare con mano, maglie, colli e cappelli sono disponibili da Venti5 store a Orzinuovi. Proprio da loro sarò ospite sabato 17 dicembre dalle 15.00 alle 19.00, armata di filati e telaietto per una sessione di ricami live. Voi potrete scegliere i vostri capi preferiti, trovare la parola che fa per voi, e in pochi minuti scriverò con messaggi di lana pronti da essere indossati. Caterina e Fausto di Venti5 provvederanno poi ad impacchettare per bene il capo ricamato, e a voi non resterà che posizionarlo sotto l’albero e aspettare la vigilia di Natale.

Se non riuscite a passare ma l’idea vi stuzzica, ho preparato un tutorial che vi indicherà passo passo come realizzare la vostra scritta. Buon ricamo a tutte!

TUTORIAL RICAMI D’AMORE

Livello:  gomitolo-di-lana_318-30517gomitolo-di-lana_318-30517medio

Per ricamare brevi parole su capi d’abbigliamento è necessario avere una conoscenza base della tecnica di ricamo.

Ingredienti:

* una maglia (o qualsiasi altro capo o accessorio tessile)

* ago da lana non troppo appuntito

* filo di lana del colore a tua scelta

* telaietto da ricamo

* forbice

* carta velina o carta da ricamo (si trova facilmente in qualsiasi merceria)

* pazienza e creatività q.b.

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fase 1: scrivi sulla carta velina

Scrivi sulla velina o sulla carta da ricamo la parola che desideri, e appoggiala sulla maglia fissandola con il telaio da ricamo in modo che il tutto resti ben fermo.

fase 2: il filo 

Inserisci il filo di lana nell’ago e partendo da sotto la maglia sbuca sul davanti del lavoro. Ora puoi iniziare a ricamare le lettere che compongono la tua parola del cuore.

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fase 3: punto catenella

Ci sono diversi punti per ricamare le parole. Tocca a te scegliere quello che preferisci in base alla tua capacità e gusto. La tecnica di ricamo che ho scelto per questo progetto si chiama punto catenella: è un punto classico del ricamo tra i più antichi e molto semplice da realizzare. Mi piace perché crea un delicato effetto trecciolina a rilievo. Questo punto si utilizzava e si utilizza ancora per soggetti semplici come scritte o dettagli di fiori, oppure per i contorni di parti più ampie e riempite con punti pieni. Per realizzare il punto catenella si fa uscire l’ago nel punto d’inizio della parola e si estrae il filo, poi si rientra nello stesso punto iniziale senza tirare tutto il filo. In seguito si fa uscire l’ago poco più avanti rispetto il punto di inizio, facendo passare il filo all’interno del cerchiolino che si è creato. Arrivati a questo punto si rientra con l’ago esattamente nell’ultimo punto da cui siete uscite, e si procede formando un nuovo cerchiolino. Se mi avete seguita fin qui, è il momento di continuare per tutta la lunghezza della vostra parola o lettera! (Che spero non sia ‘supercalifragilistichespiralidoso’).

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fase 4: il fissaggio

Una volta terminato il lavoro, gira la maglia e fai in modo di fissare il filo sul retro facendolo passare dentro i punti senza (ripeto senza) fare nodi o nodini vari.

 

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fase 5: indossare!

A questo punto la maglia è pronta per essere indossata, regalata o decorata ulteriormente con altri dettagli.

Info evento ricamo personalizzato: 
SABATO 17 DICEMBRE 15.00 – 19.00
Venti5 store – Via Cavour 14/B, Orzinuovi

In questo post:

Faustdrang | maglieria
ladylike knitdesign | fili e ricami
Venti5 Shop | location

Partecipa all’evento di ricamo personalizzato

10 knitter più una da seguire su Instagram

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Su Instagram l’hashtag #knitting compare 5.289.905 volte, e probabilmente mentre leggete queste righe è già aumentato di qualche centinaio di post. Il ‘social network fotografico’ per noi crafter è molto più di uno strumento per promuovere il proprio lavoro: ricchissima fonte di ispirazione, per me è un modo per restare in contatto e fare rete (anche se solo virtualmente) con altri creativi vicini e lontani, e per condividere progetti e idee in tutte le fasi, dalla nascita alla realizzazione, senza troppi filtri. Questo è il tono serio che avrei voluto tenere quando ho iniziato a scrivere questo post sui 10 profili Instagram (più uno) di knitter più interessanti da seguire, ma poi mi sono ritrovata a parlare di loro come se fossero degli amici, e la cosa ha preso una piega da teenager. Sì, perché ce l’abbiamo avuta tutti l’amichetta/o del cuore, (se siete stati fortunati ce l’avete ancora adesso, resta il fatto che fin da piccoli avete avuto una figura di riferimento, qualcuno a cui ispirarvi, con cui ridere e piangere, condividere tutto, dal diario al motorino). Ecco, se penso alle mie sferruzzatrici (e sferruzzatori!) preferite su Instagram, le sento vicine come ‘amiche del cuore’. Sarà colpa delle Stories, che con la scusa che dopo 24 ore spariscono ci fanno postare video che prima non avremmo mai condiviso, senza dignità, in pantofole e pigiama mentre lavoriamo all’ennesimo progetto tra mille tazze di caffè. Pezzi di vita personale inviati con un clic a centinaia di sconosciuti: sono cose che a me fanno scattare una certa confidenza, anche se dall’altra parte dello smartphone c’è una knitter islandese o un uncinettatore delle Baleari.

Ma andiamo al sodo, e cominciamo con la lista!

0. yokoogibraan

yokoogibraan

Lei è la numero zero. La metto in questa posizione perché quando ho iniziato a fare seriamente questo lavoro Yokoo è uno dei primi profili che ho iniziato a seguire, ancora quando Tumblr funzionava e aveva un senso usarlo. Mentre l’uncinetto prendeva il sopravvento nella mia vita, io sbirciavo le sue immagini. Adoro i suoi cappelli decorati da grossissimi pompon, i paesaggi in lontananza e il look un po’ andino, nonostante la ragazza venga da Atlanta e sembri perennemente imbronciata. Il suo profilo merita di avervi tra i follower, ma se siete malinconici di natura prendetelo a piccole dosi.

1. 1000wave

1000wave

In assoluto la mia preferita. Chinami Mori, in arte 1000wave, mi fa impazzire per il prodotto (sciarpe, abiti, cappelli multicolore e con materiali originali), i colori che sceglie e la spontaneità delle immagini. La adoro perché trovo geniale, esilarante e completamente folle il fatto di utilizzare come modella la nonna di 93 anni, una donnina super sorridente che si presta a posare per la nipote, ideatrice del profilo e colei che realizza a telaio i capi che vengono immortalati nelle fotografie. Un’idea nata per caso, per passione, un gioco affettuoso tra nipote (non più bambina) e nonna. Una storia d’amore, di quegli amori che ti vengono da dentro e nemmeno sai perché. Sai solo che ti appartengono.

2. ursotigre

ursotigre

Avete presente il significato del termine onirico? Qualcosa che ha a che fare con il sogno, con una dimensione fantastica, surreale, visionaria. Questo è l’universo di Ursotigre il brand creato da Sonia Pessoa. Tutto viaggia a metà strada da il modo umano e quello animale (doppio è anche il nome del brand che significa orso e tigre). I suoi cappelli giganti a forma di testa di animale sono un vero viaggio dentro l’immaginazione.

3. molla mills

mollamills

Quando hanno inventato il termine ‘instancabile’ probabilmente hanno pensato a lei. Il suo gusto nordico, minimale, rigoroso si muove sulle geometrie bianche e nere e i pattern optical. E mi manda letteralmente fuori di testa! Come quando vedi un pattinatore sul ghiaccio volteggiare leggiadro, fatto da lei tutto sembra estremamente semplice e naturale, mentre in realtà ogni singolo punto è studiato e calcolato, e frutto di una padronanza notevole della materia. A proposito, avete visto cosa sta preparando per il calendario 2018?

4. katiejonesknit

katie

Guardi il suo profilo e ti rendi conto che ha ancora senso fare le pattine alla fine del 2016. Designer londinese, Katie utilizza materiale di scarto per creare (dopo centinaia di ore di lavoro), capi unici realizzati a mano con un mix di tecniche che va dall’uncinetto alla maglia, dal ricamo alle applicazioni in pelle o plastica, pompon ipercolorati come orecchini e toppe a forme di cuore. Una vera crazyknitter.

5. sarah benning

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Seppur questa nuova ‘amica’ non si occupi di maglia come le altre, voglio inserirla qui perché il ricamo per me è un altra grande passione e una tecnica che spesso utilizzo (prossimamente ve ne parlerò in modo più dettagliato per un progetto in arrivo!). Sarah Benning riesce a comporre le figure più complesse con estrema poesia e naturalezza. I suoi attrezzi sono ago, filo colorato e stoffa, ma in realtà sembra utilizzi carta e pennarelli colorati, per il modo in cui riesce a descrivere i suoi paesaggi realizzandoli per campiture piatte con pochissime sfumature.

6. lisa smirnova

lisasmirnova

Segue in classifica la moscovita Lisa Smirnova, anche lei si esprime principalmente con il ricamo al confine dell’illustrazione, ma in maniera diversa. Quasi caotica, astratta con sfumature di colore date per punti di lunghezze diverse, sovrapposizioni, effetti materici vibranti come un quadro di Van Gogh.

7. jujujust

jujuju

Avete presente un esplosione di colore? L’effetto di una bomboletta spray su una parete immacolata? Un quadro di Jackson Pollock, ma in versione fluo? Bene, è quello che realizza questa designer di origine catalana, con il suo telaio e i suoi magnifici wallhanging.

8. westknits

west

Lui si che ha saputo dare una gran svecchiata a poncho polverosi e scialli della nonna, quelli larghi, traforati e smerlettati al bordo. E se a fare a maglia è un ometto con gli occhi azzurri, siamo tutte più contente 🙂

9. knitboy1

knitboy

Qui la maglieria passa in secondo piano, e diventa un pretesto per esibire immagini di qualità e una esuberante vena artistica. Non è importante che i punti, i dritti e i rovesci siano perfetti: quello che conta è che i colori, la luce e l’immagine siano impeccabili.

10. oleknyc

olek

 

Last but note least Agata. La trovate all’ultimo posto non perché se lo meriti, ma semplicemente perché di lei vi ho già raccontato nel post sull’unconventional crochet quindi credo sia palese che la guerrilla-knitter occupa un posto speciale nella mia top ten (più uno!) delle #knittersofinstagram del cuore.

Quella che avete appena letto è la mia Top 10+1 dei profili Instagram di maglia, uncinetto e ricamo. Sicuramente ho scordato ed è altamente probabile che dopo aver concluso questo post scoprirò altri profili fighissimi da seguire, nuove ‘amicizie’ da conoscere, nuovi mondi da amare. Per questo motivo esiste il ‘più uno’: perché per me funziona come i puntini di sospensione, mi da l’impressione che ci sia qualcosa oltre il perimetro definito della lista standard. Vorrei che fosse un elenco aperto, in trasformazione, da modificare leggendo i vostri commenti e i vostri consigli, vorrei diventasse una scambio di idee tra me e voi che mi leggete così da riscrivere, tra un paio di mesi, passata la ‘bufera’ natalizia una nuova classifica.

 

Unconventional crochet con ‘A Little Market’

‘Vietato prendersi sul serio’ è il motto dello stile di uncinetto protagonista di questo post, ed è anche il grido di battaglia del corso che terrò tra pochi giorni a Milano, ospite di A Little Market.

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Rino is in da house. Maglia con applicazioni bikini-crochet. Yo!

Se come me fate parte di quella schiera di Cenerentole che ogni dannatissimo giorno aprono l’armadio quattro stagioni e pensano: ”E anche oggi non ho nulla da mettermi, che noia!”, l’unconventional crochet è la soluzione che farà svoltare il vostro guardaroba, riportandolo di nuovo in vita. Come? Applicando sui vecchi capi, ad esempio su un vecchio maglione o sulle tasche di un jeans Anni 80, toppe e decorazioni fatte a mano con la tecnica a uncinetto della nonna… Ma con forme e colori che piacciono a noi!
In circolazione esistono delle vere e proprie fuoriclasse di questa new-wave del crochet. Se questo stile vi appassiona, non potete non conoscere il lavoro della mattissima Agata Olek, artista polacca che vive a New York, che di recente ha rivestito (a fin di bene) un’intera casa in Finlandia (Our Pink House) con pannelli realizzati a uncinetto e filet e disegni vari (fiori di ogni specie, teschi messicani, farfalle, occhi), tutto rigorosamente rosa shocking. L’effetto è meraviglioso, l’obiettivo anche. (L’opera è un grido di speranza per i milioni di sfollati nel mondo, per il diritto di tutti ad avere una casa).

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L’artista Agata Olek in ‘tenuta da crochet-bomber’. Courtesy: Olek
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In visita alla Pink House. Foto: Wilhelmina Suominen per oleknyc.com

Ma secondo me il suo lavoro più bello, che unisce la poesia della giostra con i cavalli all’anima eccentrica di Agata, è il totale rivestimento di un carosello con applicazioni a uncinetto di ogni genere e con accostamenti di colori pazzeschi, proprio come lei. Se vi interessa scoprire cosa può fare una crazy-knitter armata di uncinetto e fili di lana in quantità industriale, una buona dose di coraggio e una creatività fuori dal comune, allora vi consiglio di guardare questo video.

Il carosello psichedelico di Agata per la manifestazione di street art 'Magic City'a Dresda. Courtesy: Olek
Il carosello psichedelico di Agata per la manifestazione di street art ‘Magic City’ a Dresda. Courtesy: Olek

Senza bisogno di volare dalla Pink House in Finlandia (anche se l’atmosfera natalizia la rende più invitante del solito), potrete fare un tuffo nell’unconventional crochet partecipando a Natale fatto a mano, l’appuntamento natalizio di A Little Market, che si terrà il 3 e 4 dicembre contemporaneamente in diverse città italiane (qui il calendario completo). (Per chi non lo conosce, A Little Market è una community che riunisce crafter, artigiani e creativi con produzioni 100% made in Italy, 100% fatte con passione!).

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Io ovviamente non potevo mancare, perciò sabato 3 dicembre a Milano dalle 15.00 vi aspetterò nello spazio di Rovereto House&Lab per uncinettare senza pietà al Workshop ‘Unconventional Crochet’. Un mini-corso per tutti i livelli, in cui lavoreremo con punti semplici (come catenella, punto basso e punto alto) per realizzare delle toppe per tessuti e decorazioni, e perchè no anche alberelli di Natale da applicare sui vostri vestiti, come ho fatto io! Le iscrizioni sono aperte, e ricordatevi prima di svuotare l’armadio e cercare quei capi che non riuscite più ad indossare, maglie bucate, maglioncini tristi, sciarpe infeltrite, cappelli da uomo, abiti stinti o macchiati: fatevi ispirare dalla mia bacheca Pinterest, e sabato prossimo insieme li faremo tornare rock!

Natale Fatto a Mano

dove:  Rovereto House& Lab – Via Rovereto 10, Milano (1 minuto dalla fermata MM Rovereto)
quando: 3 dicembre dalle 15:00 alle 21:00 – 4 dicembre dalle 10:00 alle 20:00
organizzazione: A little Market Italia
filato: ohlalahandmade
partner evento: CasaFacile, Pastiglie Leone
info: ISCRIZIONI WORKSHOP alittlemarketmilano@gmail.com

in questo post

decorazioni uncinetto: ladylike knitdesign

rhyno in poliresina: KARE design (grazie a Dalani)

 

 

Soft Safari, una storia di riuso e ricami

soft safariSe dico Stefanel, cosa vi viene in mente? Probabilmente penserete a maglie, maglioni, t-shirt e tute, sciarpe, berretti e cappotti. Ovvero a tutta la maglieria in generale, nelle varianti dei colori naturali come sabbia, cammello, cappuccino, beige, terre miste, spaziando tra i filati pura lana e cashmere. Questo è esattamente quello che pensavo anch’io fino a due mesi fa, prima di ricevere il materiale per l’allestimento del Soft Safari. Ma torniamo all’inizio della storia…

cerchi

Ultimamente mi piace chiudere i cerchi, mi piace quando una giornata inizia sottotono e ad un certo punto arriva un’idea, un pensiero, un’immagine e tutto prende una piega diversa, cambia colore (se a svoltare la giornata è una telefonata o una mail, la chiusura del cerchio funziona meglio). Ed è andata più o meno così anche con Soft Safari. Tra un corso di maglia e una commissione, è arrivato Stefanel a propormi di partecipare al progetto #stefanelovesknitwear, già avviato con le vetrine allestite da Gaia Segattini, Alessandra Roveda e altre super knitter.
Un salto in negozio per vedere lo spazio, e poi ho ricevuto il materiale di scarto per iniziare il lavoro. Chiariamoci: ‘scarto’ è un termine in uso tra gli addetti ai lavori, che nulla a che vedere con la definizione del vocabolario (un prodotto scadente o di poco valore). Al di là dei tecnicismi, io credo fermamente che questo materiale sia molto di più. Un pezzo di tessuto o di maglia da riutilizzare, che ti offre una libertà creativa totale, perché devi immaginarne una seconda vita, magari completamente diversa dalla prima. E cosa trovo nei pacchi? Oltre alle rocche di filo di bellissimi colori (udite, udite!) ci sono dei cappottini per cani in varie taglie e colori. Un’incantevole rimanenza della collezione autunno/inverno 2015 di Stefanel. Eccolo qui, il famoso cerchio che si chiude: io, una crazy-knitter che vive con il cane Piuma (per chi è passato all’inaugurazione sabato ha potuto vederla indossare il suo cappottino personalizzato, realizzato con una cascata di fiori crochet in cotone), decido di accettare la sfida dell’allestimento della vetrina Stefanel di Brescia, con materiale di ‘scarto’ come filato di varie misure e colori, qualche campione di maglieria, pochi ritagli di stoffe e tanti, tanti tantissimi morbidi cappottini per cani cittadini infreddoliti!

A questo punto l’idea di restare nel mondo animale mi sembrava la più azzeccata. Inoltre è un filone che sto portando avanti dall’anno scorso, quando ho realizzato una serie di cappelli che ritraggono vari animali in forme stilizzate, dalla civetta, all’armadillo, dal cerbiatto alla medusa.
Quindi, armata di gommapiuma, ago, filo, forbici e litri di caffè, mi sono ritrovata a riempire come tacchini il giorno del Ringraziamento, una serie di cappottini 100% in soffice lana, 100% made in italy, per trasformarli, modellarli in teste di creature ferocemente morbide dagli occhi dolci. Ecco che le maniche diventano narici per coccodrilli, o orecchie per leoni, vecchi pizzi decorano le orecchie della zebra, così come bianche catenelle chilometriche diventano le strisce del suo manto. I pom-pon fluorescenti si trasformano in occhi di fuoco, una dozzina di maniche in rete cucite insieme sono – ovviamente! – il corpo di un serpente a sonagli con la coda di spille da balia, le passamanerie sono criniere…Divertente, no? Ora ve li presento uno per uno.

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La prima delle creature lanose è il pesce tropicale, per gli amici PEZ. È il classico pesce lesso con sguardo incrociato. Sul dorso ha squame fluorescenti e la pinna caudale rosa come una Big-Babol.

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Con molta calma, arriva TARTA la tartaruga ripiena di ritagli di stoffa. Il suo guscio è realizzato con applicazioni geometriche all’uncinetto e ricami con filo rosa, mentre fa capolino una testina realizzata con la tecnica amigurumi.

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Il terzo è COCCO, l’anfibio più temibile. Coccodrillo dall’animo tenero, ha una corazza in jersey cotone e gli occhi a pom-pon. Ci son voluti ben tre cappottini e svariate ore di lavoro per vederlo finito (uno per il muso, uno per la coda e uno più grande per la parte centrale). Ogni squama è stata ritagliata e cucita singolarmente lungo tutto il dorso.
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Non poteva mancare L’IO l’indiscusso Re della foresta, l’animale dalla folta criniera di fili giallo e arancio.

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La più raffinata di tutti, ZZZEBRA con le orecchie di pizzo e un ciuffo rosa.

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Il soffice RHINO

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SNAKY, il boa bianco

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MONKEY, la scimmia spettinata con bottoni ricoperti di lana al posto delle narici.

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BUFFY, dagli occhi gialli, le corna ritorte e modellate grazie alla tecnica amigurumi.

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Per il fondale, ho riutilizzato gli avanzi di maglieria e tessuti Stefanel, con i quali ho creato una scenografia di squame materiche con inserti argentei. Il risultato è uno scenario un po’ savana e un po’ pattern grafico, molto semplice da realizzare, comodo da trasportare (sopratutto se soffrite di traslocomania). Una soluzione DIY che si presta benissimo anche per decorare angoli domestici (ad esempio se dovete rinnovare un vecchio mobile, separare ambienti con un paravento, rinfrescare la testiera del letto o una parete in ufficio). A me l’effetto ha entusiasmato a tal punto che ho deciso di riproporlo in un nuovo progetto per una casa privata.

Anche gli animali sono perfetti per decorare una stanza (magari quella dei bimbi), appendendole al muro o appoggiandole sulla libreria. Sono tutti pezzi unici da compagnia, realizzati a mano da me, che ho deciso di mettere in vendita, e che potete prenotare scrivendomi una mail.

ORA PERÒ LASCIATEMI QUI, IN VETRINA CON I MIEI NUOVI AMICI!

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In questo post

location: Stefanel, Corso Zanardelli 32, Brescia
photo: Andrea Gilberti e Laura Baresi

Soft Safari arriva a Brescia

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Esploratici e esploratori all’ascolto, questo è un mini-post per raccontarvi un po’ di più del progetto #stefanelovesknitwear, svelarvi in anteprima cosa succederà il 19 novembre da Stefanel a Brescia… e ovviamente invitarvi tutti! L’inverno ha tanti lati positivi, ma alzi la mano chi non ha nostalgia della luce dell’estate… Quindi ho pensato ‘se l’estate non va da Ladylike, Ladylike va…Al Safari’. Ho unito la lana, (che non basta mai per chi è freddoloso come me e mette le calze anche a Ferragosto. Strati su strati per avvolgersi tipo caramella e lasciar sbucare solo gli occhietti e un timido naso infreddolito) a un idea di estate avventurosa, selvaggia, immersa nella Natura, tra pesci tropicali e animali ‘ferocemente’ morbidi.
Così è nato il progetto Soft Safari, la mia interpretazione delle infinite possibilità del lavorare a maglia fuori dagli schemi per #stefanelovesknitwear di Stefanel, che ha coinvolto una super selezione di knitter italiane (stupenda la vetrina floreale di Gaia Segattini a Milano). L’allestimento sarà in vetrina a partire da sabato alle 15, e per ringraziare di cuore tutti quelli tra voi della ladygang che passeranno, ci sarà una piccola sorpresa (perfetta anche da riciclare per i prossimi regali di Natale). Ma la cosa fondamentale che dovete fare è portare la macchina fotografica (o tenere gli smartphone pronti) perché non esiste Safari senza foto agli animali, e visto che questi sono lanosi, gentili e colorati non potrete perdere l’occasione di scattarvi una foto-ricordo speciale in mezzo a loro.
Nelle prossime settimane vi racconterò con una galleria di immagini il procedimento e lo sviluppo del progetto, il materiale che ho utilizzato e il perché di questa scelta. Ma per ora non voglio interrompere la magia, e vi lascio con la curiosità. A presto!

dove: STEFANEL Corso Zanardelli 32, Brescia
quando: SABATO 19 NOVEMBRE dalle 15.30 alle 19,30